Vacanze al mare in Abruzzo

sulla riviera adriatica

La costa in Abruzzo si estende per 129 chilometri; sono rinomati a livello nazionale centri attrezzati balneari turistici come Pineto, Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Alba Adriatica, Tortoreto, Ortona, Vasto, Martinsicuro, Silvi Marina, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, ed infine Casalbordino che fanno parte della Costa dei Trabocchi famosa non solo per il mare ma anche per le antiche macchine da pesca abruzzesi ancora visibili e visitabili dai turisti lungo la costa.

Tortoreto lido

il fiore all’occhiello del litorale teramano

Bandiera Blu per la qualità ambientale, bella e signorile, offre ai suoi turisti splendide spiagge di sabbia fine e dorata, fondali bassi e sicuri ed un magnifico lungomare alberato con pista ciclabile di circa 4 chilometri. Percorrendo la strada verso nord è collegata naturalmente ad Alba Adriatica e raggiunge Villa Rosa di Martinsicuro tramite il piccolo ponte sul torrente Vibrata e verso sud Giulianova per un percorso complessivo di circa 20 km di pista ciclabil

Tortoreto alto, il borgo

Il borgo storico di Tortoreto Alto è certamente da non perdere per le sue strette rue, le antiche chiese di Sant’Agostino, la Chiesa barocca di San Nicola, e la bellissima Chiesa della Madonna della Misericordia, realizzata nel XIV secolo dopo la peste ed affrescata nel 1526 da Giacomo Bonfini.

Nel territorio di Tortoreto sono stati rinvenuti molti insediamenti umani, risalenti al periodo paleolitico superiore, neolitico ed eneolitico; in particolare, i ritrovamenti più antichi risalgono al tardo neolitico. Alcune campagne archeologiche hanno portato a ritenere che nella zona del fiume Salinello siano state presenti settantanove abitazioni primitive (capanne di forma circolare o ellittica, dal diametro tra gli 1,2 e i 5 metri), molte delle quali ricollegabili ad una fase avanzata della cultura di Ripoli.


da vedere:

Chiesa Santa Maria della Misericordia (1348), chiesa tardoromanica costruita dopo l'epidemia di peste dedicata a Maria della Misericordia, dove si possono ammirare gli affreschi rappresentanti la vita e la Passione di Gesù eseguiti nel 1526 dall'ascolano Giacomo Bonfini e dai suoi allievi.

Chiesa San Nicola, chiesa parrocchiale fondata prima dell'XI secolo, ricostruita nel 1534, con facciata del XVIII secolo e ristrutturazioni del 1950 e del 2005.

Chiesa di Sant'Agostino (detta anche Sant'Antonio o Sant'Eufemia, 1639), chiesa in stile barocco, costruzione ad una sola navata con volta a vela. Gli altari sono in legno e l'organo è stato costruito dall'ascolano Vincenzo Paci. Interessante era la cappella della Madonna detta "della Consolazione", dove era collocata la statua cinquecentesca in terracotta della Madonna con Bambino. Purtroppo questa cappella è crollata e la statua della Madonna ora è conservata in un'altra nicchia. L'opera d'arte più pregevole che vi si conservava era una grande tela raffigurante il Battesimo di Sant'Agostino, opera del pittore calabrese Mattia Preti, che è stata restaurata nel 1938. A fianco della chiesa sorge un convento di frati agostiniani attivo fino al 1809.


Eventi

Il maggiore evento storico e rievocativo è il Palio del Barone (16 agosto). La rievocazione riguarda il matrimonio tra due esponenti di famiglie nobili del XIII secolo (Roberto di Tortoreto, legato agli Acquaviva di Atri, e Forasteria dei Brunforte di Mogliano), entrambe vicine all'imperatore Federico II, ed avviene con giochi, banchetti e sfilate in costumi in stile medievale nel borgo antico. Il palio segue le due maggiori festività religiose: quella della Madonna della Neve, nel Paese, il 5 agosto, e la festa dell'Assunta, al Lido (con la tipica processione in mare da Giulianova a Tortoreto), del 13, 14 e 15 agosto.

L'Abruzzo visto dalle testate estere...

escursioni

in giro per la Val Vibrata

idee per escursioni a breve e media distanza da Tortoreto lido

Corropoli - 11,6Km
Corropoli

Abitata sin dal neolitico, come testimonia la presenza di un villaggio preistorico in contrada Ripoli, Corropoli è un borgo collinare che conserva intatte le numerose testimonianze artistico-culturali della sua lunga storia. Ad iniziare dalla grande Badia di Santa Maria ad Majulanum, edificata dai benedettini cassinesi sui resti di un tempio pagano dedicato alla Dea Flora, per continaure con la Parrocchiale barocca di Sant’Agnese. Al suo interno si trovano due pregevoli statue lignee: una del 1200 raffigurante la Madonna col Bambino e l'altra del 1400 dedicata alla Madonna del Sabato Santo.

All’esterno della chiesa si staglia l'imponente torre campanaria rivestita da preziose ceramiche di Castelli. Realizzata dal maestro Antonio da Lodi, è il più “giovane” dei famosi quattro campanili "gemelli" della provincia. Gli altri li troviamo ad Atri, Teramo e Campli.

Molto suggestiva, infine, la piazza piazza Pié di Corte nel centro storico del paese. Fu costruita demolendo i resti di un castello baronale ed è carratterizzata da una bella fontana ottocentesca.

Da non perdere, a Corropoli, il tradizionale Palio delle Botti, una delle feste più caratteristiche della provincia teramana che, ogni anno nel mese di luglio, vede le varie contrade del borgo sfidarsi in una gara a squadre in costume.

Controguerra - 15,8Km
Controguerra

Comune medievale adagiato su di un colle tra i fiumi Tronto e Vibrata conserva la sua struttura medievale concentrato intorno al Castello (XII sec.) del quale si conserva un torrione. Il suo rigoglioso e confortevole territorio è stato abitato sin dai tempi delle popolazioni preromane infatti numerosi sono i reperti archeologici rinvenuti appartenenti al periodo preistorico e a quello romano che sono oggi conservati nell’Antiquiarim allestito nel palazzo Comunale. Oggi l'abitato è prevalentemente moderno e ottocentesco.

Il paese è inserito nella “Via del Vino” con il Controguerra D.O.C. che ha ricevuto la denominazione nel 1996.

da vedere:

Torrione. Fa parte di un più ampio complesso edilizio che viene chiamato Palazzo Ducale in riordo del dominio degli Acquaviva che furono in possesso di Controguerra dal XV secolo. La torre poggia du un basamento a scarpa che potrebbe essere un resto di una antica fortificazione. I rimaneggiamenti subito dall'edificio ne hanno talmente intaccato la struttura originaria che non si può darne una datazione precisa; pertanto si suole indicare per la Torre un'epoca genericamente tardo medievale, mentre il resto del complesso viene attribuito all'epoca del dominio degli Acquaviva.

Chiesa della Madonna (o S.Maria) delle Grazie. Poche sono le tracce dell'antica chiesa documentata già nel 1574. Il suo aspetto attuale è quello scaturito dai rifacimenti del primo Ottocento. A tre navate, l'interno ha un altare ligneo dorato. Il piccolo campanile a vela è riconducibile a restauri seicenteschi.

Chiesa parrocchiale di San Benedetto Abate. Anche la chiesa parrocchiale di San Benedetto Abate si presenta, come quella della Madonna delle Grazie, nell'aspetto conferitole dai restauri ottocenteschi effettuati sul precedente tempio del primo Seicento. Nel timpano aperto del portale in pietra figura lo stemma di Controguerra, del 1811. Linterno conserva due tele seicentesche: Madonna tra i Santi Domenico e Caterina e una Ultima cena.

Civitella del Tronto - 31,5Km
Civitella del Tronto

Un cucuzzolo sospeso tra mare e monti: questo è Civitella del Tronto.

Elevato su un possente masso granitico sulla strada che congiunge Ascoli e Teramo, il borgo è capace di stupire in ogni stagione, sia quando i boschi sui fianchi dei monti s’incendiano di colori decisi, sia quando l’inverno spruzza di neve le tegole. Panorami tersi e infiniti incorniciano i resti della cerchia muraria del XIII secolo che caratterizza questa città-fortezza, baluardo settentrionale del Regno di Napoli al confine con lo Stato Pontificio.

La Fortezza, edificata dagli spagnoli nella seconda metà del XVI secolo e incastonata in cima al paese. Importante opera d’ingegneria militare, con i suoi 500 metri di lunghezza e 25mila metri quadri di superficie è tra le fortificazioni più grandi d’Europa. Il ponte levatoio, i bastioni, i camminamenti, le piazze d’armi, gli alloggiamenti militari, le carceri, le polveriere, i forni, le stalle, le cisterne, il palazzo del Governatore, la chiesa di San Giacomo, attirano ogni anno migliaia di visitatori.

La sentinella del Regno di Napoli faceva anche da guardia al sottostante borgo, dove oggi ci si può perdere nelle stradine – chiamate alla francese “rue” – tra le quali pare vi sia la più stretta d’Italia: la “ruetta”. Il passaggio dei lapicidi comacini e lombardi - i “magistri vagantes” già distintisi nell’Ascolano – ha lasciato nelle robuste architetture degli elementi ricorrenti che le rendono più gentili.

Campli - 31,4Km
Campli

Centro di collina sorto nella remota antichità, rurale per tradizione ma proiettato con slancio anche nelle attività industriali, commerciali e turistiche; l'esperta manualità dei suoi artigiani, educata dai precetti degli anziani vasai, dà forma a brocche, giare e vasi di impeccabile fattura.

Nel territorio comunale, solcato trasversalmente dal corso del torrente Fiumicino, i tratti tipici dell'impervia montagna convivono con quelli dell'alta, media e bassa collina, determinando una notevole varietà di condizioni climatiche, di vegetazione e di relazioni tra uomo e ambiente naturale.

La presenza dell'uomo nella zona è attestata fin dall'età del bronzo finale ed è probabile che il nucleo abitato esistente in epoca preromana si sia trasformato in seguito in un municipio romano (lo farebbero supporre i resti di un monumento in onore di Cesare).

Il borgo medievale cominciò a crescere di importanza alla fine del secolo IX e raggiunse il culmine dello splendore fra XIV e XV secolo; nel 1530 fu assegnato in dote a Margherita d'Austria, che, sposando Ottavio Farnese, lo trasmise alla famiglia di questi, a cui rimase fino all'estinzione del casato (1734).

Nel centro storico, che conserva una chiara impronta medievale, spiccano la collegiata di Santa Maria in Platea (XIV secolo), la chiesa trecentesca di San Francesco e palazzo Farnese, attualmente sede comunale.

Nella piana di Campovalano si estende un'antichissima necropoli su cui veglia la suggestiva chiesa romanica di San Pietro, fondata nell'VIII secolo e ricostruita nel Duecento.

da vedere:
Museo Archeologico Nazionale
Palazzo del Comune o del Parlamento, detto anche Palazzo Farnese
Chiesa di San Francesco
Parrocchiale dei Santi Mariano e Giacomo (a Nocella)
Collegiata di Santa Maria in Platea
Chiesa di San Pietro (a Campovalano)
Chiesa di San Paolo, con la Scala Santa
Chiesa di San Giovanni (a Castelnuovo)

Informazioni per visite:
Curia Diocesana tel. 0861 250301
Municipio di Campli tel. 0861 553889
Teramo - 34,2Km
Teramo

Teramo - Interamnia Praetutiorum
Città di antichissima origine estesa in una zona collinare, ricca di botteghe artigiane specializzate nella produzione di merletti, di ceramiche artistiche e di oggetti in peltro; è dedita con slancio alle attività industriali e terziarie.

Il paesaggio è modellato dall'uomo: sui morbidi poggi, fra cui serpeggiano il torrente Vezzola e i fiumi Vomano e Tordino, sono incisi profondamente i segni della civiltà.

Teramo, in tempi antichi INTERAMNIA PRAETUTIORUM così detta perché situata fra due fiumi il Tordino e il Vezzola, eletta municipio romano, raggiunse l'apice dello splendore sotto Adriano, per poi subire di lì a poco saccheggi e devastazioni ad opera dei barbari.

Dopo essere passata attraverso la dominazione normanna, conobbe un periodo di fioritura sotto gli Angioini, a dispetto delle lotte intestine che proprio in quel periodo la dilaniarono e delle mire egemoniche di Braccio da Montone, di Francesco Sforza e degli Acquaviva.

In epoca risorgimentale contribuì alla causa dell'indipendenza e dell'unità d'Italia con importanti pubblicazioni e un notevole tributo di vite umane. I due monumenti più rappresentativi del centro storico sono il duomo intitolato a S. Berardo (eretto nel XII secolo, ampliato nel XIV e restaurato al principio del Novecento, presenta una monumentale facciata in pietra e laterizio con splendido portale decorato a mosaico e conserva all'interno un celebre paliotto realizzato in argento da Nicola da Guardiagrele) e il teatro romano, che sorge a poca distanza dal duomo ed è databile intorno al 30 a.C.

Meritano una visita attenta i resti dell'anfiteatro, l'antico palazzo vescovile e la ricca architettura religiosa, fra cui spiccano le chiese di S. Getulio, alto-medievale, di Sant'Antonio (1227) e della Madonna delle Grazie, sita all'esterno del circuito delle antiche mura.

Castelli - 65,3Km
Castelli

Ai piedi del Monte Camicia, nel Parco del Gran Sasso-Laga, il paese di Castelli è un borgo circondato da un paesaggio agricolo e da calanchi argillosi. E’ proprio la presenza dell’argilla, insieme a quella dell’acqua e della legna, che portò una comunità di monaci benedettini, forse nove o dieci secoli fa, ad iniziare la produzione della ceramica. Questi monaci successivamente insegnarono agli abitanti del paese ad utilizzare l’argilla per realizzare oggetti di ceramica.

Da allora il paese è vissuto di ceramica, fino ad arrivare al ‘600 e al ‘700, quando grandi maestri hanno fatto di questo prodotto un’arte veramente raffinata, apprezzata anche nelle corti dei re.

Nel paese è possibile visitare la chiesa di San Giovanni Battista che conserva una pala d’altare in ceramica realizzata nel 1647 da Federico Grue.

Appena sopra il paese si trova il Convento dei Minori Osservanti, che oggi ospita il Museo della Ceramica, e che conserva alcuni interessanti oggetti della scuola delle famiglie Grue, Gentile e Cappelletti. Non si sa molto sulla data di costruzione di questo convento, ma dopo varie traversie fu soppresso dal governo piemontese nel 1866 e divenne poi proprietà del comune. All’interno è presente nel chiostro un bel ciclo di affreschi di autore ignoto datati 1712.

Oltre l’abitato di Castelli, a circa un chilometro, si trova la chiesetta di San Donato edificata al posto di una precedente cappella agreste sorta verso la fine del XV secolo, la quale era stata adornata sul soffitto con mattoni maiolicati. I mattoni originali, rappresentanti figure femminili e maschili, animali e stemmi sono oggi conservati nel Museo delle Ceramiche.

La chiesa come si presenta oggi è stata ricostruita nei primi anni del 1600 e anch’essa adornata con mattoni maiolicati sul soffitto, dipinti secondo lo stile dell’epoca. Il soffitto di questa nuova chiesa, dipinto tra il 1615 e il 1617, è unico nel suo genere sia in Abruzzo che nel resto d’Italia.

da vedere:
Museo delle Ceramiche
Chiesa campestre di San Donato
Chiesa di Santa Maria della Lacrima, detta anche della Cona
Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista
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